Amir Zainorin · Museo delle Mura
Gravity of the Wall
a cura di Camilla Boemio
La mostra
Amir Zainorin
“Gravity of the Wall”
Roma, 20 gennaio 2026 – Il Museo delle Mura presenta “Gravity of the Wall“, una mostra personale dell’artista malese Amir Zainorin, la cui pratica interdisciplinare esplora la migrazione, la sostituzione, l’identità e la resilienza attraverso materiali, suoni ed esperienze collettive. Ambientata tra le mura storiche, le torri e i corridoi del museo, la mostra si sviluppa come un dialogo tra la fragilità dei gesti contemporanei e il peso duraturo dell’architettura antica.
Attraverso installazioni, sculture, suoni e formati partecipativi, Zainorin affronta il sito come un paesaggio incarnato, plasmato da confini, difesa, movimento e tempo. Anziché offrire una narrazione lineare, Gravity of the Wall invita i visitatori a muoversi attraverso una sequenza di opere interconnesse che riflettono su vulnerabilità, resistenza e trasformazione.
L’esposizione, curata da Camilla Boemio, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’associazione AAC Platform e con Kapallorek Artspace, l’Ambasciata della Malesia in Italia, il Goethe Institut e con il patrocinio dell’Accademia di Danimarca a Roma. Servizi museali a cura di Zetema Progetto Cultura.
La mostra ha sviluppato nella fase della definizione dell’allestimento la collaborazione con l’Università Iuav di Venezia.
“Gravity of the Wall”, al Museo delle Mura dal 4 febbraio al 12 aprile 2026, presenta interventi e installazioni site-specific appositamente pensate per il museo e in dialogo con la struttura stessa, realizzate dell’artistaesuddivise nelle varie aree del museo, dai torrioni fino al camminamento scoperto riparato da merli: Color Theory, The Weight of Lightness, Rhythm of Identity: A Cultural Laboratory of Percussion and Memory, Boot-ed.
- Date
- Dal 4 febbraio al 12 aprile 2026
- Luogo
- Museo delle MuraVia di Porta San Sebastiano, 18Roma
- A cura di
- Camilla Boemio
Il percorso espositivo
Dalle torri al camminamento
The Weight of Lightness
Il percorso espositivo inizia all’interno di una delle torri del museo, dove “The Weight of Lightness” occupa il pavimento come una presenza silenziosa ma espansiva. Composta da carta fatta a mano ricavata da pagine di atlanti riciclati e fibre di garza, l’opera contrappone la fragilità della carta alla solidità della pietra circostante. Le mappe, spesso strumenti di precisione e controllo, vengono dissolte e riassemblate in una superficie tattile plasmata dall’esperienza umana, riflettendo sulla geografia, lo spostamento e la natura mutevole dei confini.
Rhythm of Identity: A Cultural Laboratory of Percussion and Memory
Suono e partecipazione costituiscono una dimensione centrale della mostra. L’installazione “Rhythm of Identity: A Cultural Laboratory of Percussion and Memory” presenta tamburi a cornice malesi (kompang) realizzati in legno e pellicole radiografiche riutilizzate. Tradizionalmente utilizzati nei rituali comunitari, gli strumenti vengono riconfigurati come strumenti di ascolto e interazione. I visitatori sono invitati ad attivare i tamburi, generando paesaggi sonori in evoluzione che sfumano le distinzioni tra performer e pubblico. Le superfici radiografiche traslucide introducono strati di intimità e fragilità, fondendo la memoria corporea con la storia culturale.
Boot-ed
Un momento più silenzioso ma intenso si manifesta in “Boot-ed”, un’opera scultorea composta da un singolo paio di stivali usurati. Un tempo strumenti per camminare, gli stivali si trasformano in contenitori che custodiscono due contrasti viventi: un robusto cactus e una delicata orchidea. Contrassegnata con la scritta DO / DIE, l’opera introduce una polarità tra azione e conseguenza, sopravvivenza e resa, senza risolverla. Montati su un piedistallo decorato con un motivo a globo o su una base dai colori vivaci, gli stivali rimandano al movimento, alla migrazione e all’esperienza vissuta. Uno specchio opzionale posto alla fine dell’installazione invita a un momento di riflessione, sia letterale che simbolica.
Color Theory
Dal Museo si può accedere ad un lungo tratto di cammino di ronda sulle mura, che si presenta come una galleria coperta intervallata da dieci torri, che termina in alto con un camminamento scoperto riparato da merli. Qui, le colonne in pietra sono avvolte in bende dai colori vivaci, materiali comunemente associati alla cura, alla protezione e all’esposizione. “Color Theory” interrompe il ritmo dell’architettura storica, legando materiali contemporanei a una struttura segnata da secoli di passaggio e difesa. Mentre i visitatori percorrono la terrazza, lo spazio si trasforma da un passaggio di transizione a un ambiente sensoriale in cui il movimento diventa corporeo e temporale, evocando processi di lesione e riparazione senza prescrivere interpretazioni.
Stateless Mind Pavilion
La mostra incorpora anche Stateless Mind Pavilion, un progetto in corso nato dagli Stateless Mind Festival tenutisi tra il 2019 e il 2023. Nel 2024, il Padiglione è stato concepito come continuazione fisica e concettuale di questi incontri guidati da artisti, passando da un evento basato sul tempo a una struttura adattabile e in continua evoluzione. Al Museo delle Mura, il Padiglione funge sia da opera d’arte che da piattaforma, ospitando conversazioni e incontri collettivi. Rifiutando definizioni fisse di nazionalità e identità, privilegia lo scambio rispetto all’autorialità e la presenza rispetto alla rappresentazione, trasformando la mostra in uno spazio vivo e reattivo.
Insieme, le opere di “Gravity of the Wall” formano una meditazione sui confini, non solo come strutture fisiche, ma come condizioni emotive, culturali e psicologiche. Muoversi attraverso la mostra diventa un atto di negoziazione: tra forza e fragilità, memoria e adattamento, immobilità e movimento.
Museo delle Mura
Via di Porta San Sebastiano, 18
English
Stateless Mind Pavilion
at Museo delle Mura
The exhibition also incorporates Stateless Mind Pavilion, an ongoing project that emerged from the Stateless Mind Festivals held between 2019 and 2023. In 2024, the Pavilion was formed as a physical and conceptual continuation of these artist-led gatherings, shifting from a time-based event to an adaptable, evolving structure. At Museo delle Mura, the Pavilion operates as both artwork and platform—hosting performances, workshops, conversations, and collective encounters. Rejecting fixed definitions of nationhood and identity, it foregrounds exchange over authorship and presence over representation, transforming the exhibition into a living, responsive space.
Together, the works in Gravity of the Wall form a meditation on borders—not only as physical structures, but as emotional, cultural, and psychological conditions. Moving through the exhibition becomes an act of negotiation: between strength and fragility, memory and adaptation, stillness and movement.
Performances realized during the opening by Dario Paini and Grace Xu.
For Stateless Mind Pavilion these are hosted artworks:
Five excerpts from poetic economies of non-states
Dalida María Benfield and Chris Bratton, 2026, video, looping MP4.
Thinking beyond place to past and future forms of belonging, this video work consists of text excerpts from 5 poets whose works spans the period from the 1980’s to the present, each representing diverse histories and places. Their works propose different entry points into the value of human (and other-than-human) beings outside of citizenship and nation-state. Instead, the intrinsic value of life itself, and our complex presence(s) in the world, including negotiating displacements and transformation, resisting domination, and celebrating survival, through cultures, and across histories. Presented in multiple languages, FIVE excerpts invites viewers/readers into a polyphony of translocal poetic economies.
Echoes on the Wall
Fadly Sabran, Echoes on the Wall, Video animated with augmented reality, dimension Variable, 2026.
Echoes on the Wall emerges from a deep concern for the prehistoric cave paintings found in the limestone caves of the Kinta Valley, Ipoh, Perak, Malaysia. Visual testimonies of early human presence that have endured for thousands of years, yet today face erasure through neglect, vandalism, and industrial exploitation. These fragile images, once embedded within living landscapes of ritual, belief, and ecology, are now increasingly threatened by modern forms of progress.
Presented at Museo delle Mura, Italy a site defined by its monumental defensive walls and layered histories, this work establishes a conceptual bridge between two distant geographies: the limestone caves of Ipoh and the ancient walls of Rome. Through Augmented Reality, the cave paintings are digitally re-inscribed onto the museum walls, transforming them into a shared spatial archive where different civilizations, times, and cultural memories intersect.
The museum wall becomes both a screen and a witness no longer a static surface, but a living interface where endangered histories resurface.
By overlaying these narratives onto the walls of Museo delle Mura, the project invites viewers to reflect on how societies choose what to protect and what to sacrifice. The ancient Roman walls and the Perak cave paintings, though born of different needs defence and ritual share a common vulnerability to time and human greed. This work asks whether preservation is merely an act of memory, or a moral responsibility. Through Augmented Reality, the invisible is made visible again, urging audiences to reconsider their role in safeguarding irreplaceable cultural legacies for future generation.
Collaboration with residency programme
Circolo Scandinavo is a Nordic association based in Rome since 1860.
The organisation enhances a cultural exchange between the Nordic region, Italy and the rest of world.
Crediti
Promozione e collaborazioni
- A cura di
- Camilla Boemio
- Promossa da
- Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
- In collaborazione con
- AAC Platform, Kapallorek Artspace, Ambasciata della Malesia in Italia, Goethe Institut
- Con il patrocinio di
- Accademia di Danimarca a Roma
- Servizi museali
- Zetema Progetto Cultura
- Allestimento
- Collaborazione con l’Università Iuav di Venezia
Documentazione
Dentro la mostra
Immagini del Museo delle Mura e delle opere. Clicca su un’immagine per ingrandirla.
Immagini: Gabriele Mizzoni
Materiali
Locandina e invito